31.3.09

Mi ha ricordato voi due

Non s'è trattato mai d'una mia fuga, Malvolio, / e neanche di un mio flair che annusi il peggio / a mille miglia. Questa è una virtù / che tu possiedi e non t'invidio anche / perchè non potrei trarne vantaggio.
No, / non si trattò mai d'una fuga / ma solo di un rispettabile / prendere le distanze.
Non fu molto difficile dapprima, / quando le separazioni erano nette, / l'orrore da una parte e la decenza, / oh solo una decenza infinitesima / dall'altra parte. / No, non fu difficile, / bastava scantonare scolorire, / rendersi invisibili, / forse esserlo. Ma dopo.
Ma dopo che le stalle si vuotarono / l'onore e l'indecenza stretti in un solo patto / fondarono l'ossimoro permanente / e non fu più questione / di fughe e di ripari. Era l'ora / della focomelia concettuale / e il distorto era il dritto, su ogni altro / derisione e silenzio.
Fu la tua ora e non è finita. / Con quale agilità rimescolavi / materialismo storico e pauperismo evangelico, / pornografia e riscatto, nausea per l'odore / di trifola, il denaro che ti giungeva. / No, non hai torto Malvolio, la scienza del cuore / non è ancora nata, ciascuno la inventa come vuole. / Ma lascia andare le fughe ora che appena si può / cercare la speranza nel suo negativo. / Lascia che la mia fuga immobile possa dire / forza a qualcuno o a me stesso che la partita è aperta, / che la partita è chiusa per chi rifiuta / le distanze e s'affretta come tu fai, Malvolio, / perchè sai che domani sarà impossibile anche / alla tua astuzia.
E. Montale

1 commento:

Anonimo ha detto...

bella Zio ci vediamo al passetto sotto il monumento ore 19.00