22.12.14

NON TI HO CHIESTO DI INNAMORARTI AL POSTO MIO

Non so quando ma tu fai una brutta fine Pedro. Anzi, non so quando ma il tuo cactus fa una brutta fine, te lo annaffio. Mi sono creato un amico immaginario perché volevo avere sempre ragione, per sentirmi dire che ho fatto la cosa giusta, che anche il mio amico immaginario avrebbe fatto la stessa cosa. Se volevo uno che mi diceva cosa non fare e che stavo sbagliando mi prendevo una coscienza non ti pare?! Vabbè. Lasciamo stare l'Australia, lasciamo stare la signora di sopra con il figlio che fa il dentista. Adesso che mi dovresti dare un consiglio e invece cosa fai, niente. Domani. Una decisione così importante. Poi il mio analista dice che sono complicato. Sei tu che sei complicato Il tuo cactus è complicato. E smettila di fare l'accento messicano che non ti riesce, mi piaceva il nome Pedro, tutto qui, non significa che devi essere messicano per forza. Non hai nemmeno i baffi. Come nos? Scemo. Adesso mi tocca pure fare la fila e magari parlare con qualche vecchietto che non ha niente da fare, che ha deciso di andare a pagare il nuovo bollettino stamattina, anche se lo poteva pagare ieri insieme all'altro. Vabbè. Lei chi? Chi hai visto Pedro? Ah. Lei. Oh ciao. Ciao. Ciao dice Pedro. Non ti può vedere Pedro che cosa saluti. Sì che lo posso vedere dice lei. Assì?! Strano. Non è strano, sono un'amica immaginaria. Lei è seduta lì. Sta solo sognando. 
  

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