18.12.14

L'IMPORTANTE E' TENERE TUTTO VICINO

Succede così quando, in un ambiente ristretto, gli individui sono definiti soltanto dal gruppo di appartenenza. Deindividuazione la chiamano. Ci sono gli inglesi, quelli che controllano il lettore DVD e il divano, gli spagnoli, quelli che controllano i tavoli e le sigarette, ci sono i francesi che controllano la cucina e le verdure tagliate a dadini. C'è anche il matto, ma il matto non è controllato da nessuno, il matto è impossibile da controllare. Mio zio ha provato a rimanere in disparte, a non essere identificato con nessun gruppo ma senza successo. Di che gruppo fai parte hanno sempre chiesto a mio zio. Di nessuno in particolare ha sempre risposto mio zio. Questa è la sua natura dopo tutto. Ma in ambienti come questo non è mai la risposta giusta. Non serve dire non sono stato io, o sono stato io ma non volevo. Se sei dentro sei dentro. Succede che da solo non controlli niente, non puoi lasciare niente in giro, e rischi che un vetro rotto ti finisca nella pancia con la schiuma del bagnoschiuma. Mio zio voleva giocare a basket nel cortile. Mio zio ha deciso di diventare amico di quelli come lui, quelli senza un gruppo preciso, del gigante di colore, del ninja che la mattina medita e scompare, degli spagnoli che sono stati allontanati chissàperché. Mio zio piano piano si sta muovendo. Prima il volume della televisione, poi la stanza, mio zio si è anche seduto sul divano. L'inglese non l'ha presa bene. Se non fosse per la guardia in canottiera. 

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