4.3.14

TRA UN MEGATIRO A CANESTRO E UN FILM DI SPIKE LEE

Mio zio è pur sempre un campione di basket. Ha trovato un campetto di periferia vicino casa e le scarpe che usano i campioni di basket nelle pubblicità. Non si può non andare a giocare con il sole. Mio zio oltrepassa la porta rossa di casa e il sole non c'è più ma non importa. Mio zio se l'aspettava. E si aspettava anche di trovarsi di fronte a una scena del genere in un campetto di periferia, succede sempre, in ogni città, con gli skaters rapponi che stanno sulle rampe. Quelli con le maglie di due taglie più grandi che ti impicciano pure quando non vai sullo skate, quelli con i cappelli con la visiera, quelli che parlano e non si capisce cosa dicono nemmeno tra di loro. Mio zio è un duro, è cresciuto in strada, mio zio è un duro finché non lancia la sua palla un po' più su verso quei rappers laggiù. Pesante pensa mio zio. E adesso? Sono tanti, troppi per affrontarli tutti insieme. E soprattuto mio zio al terzo yo non capisce più di che cosa si sta parlando. Mio zio se l'aspettava una scena del genere in un campetto di periferia, succede sempre, in ogni città. Poi arriva il cinese che sorride con la sua nuova palla da basket. Con le sue nuove scarpe che usano i campioni di basket nelle pubblicità. Mio zio è salvo e sorride mentre i rappers lo superano. Anche il cinese che sorride se l'aspettava. Anche lui sa che non puoi venire a giocare da solo in un campetto di perifieria, ci sono delle regole e delle gerarchie. Non è tutto così facile. E soprattutto, non puoi venire a giocare in un campetto di basket dove ci sono delle regole e delle gerarchie con gli occhiali.

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