12.12.11

LO DICEVA CHE MI VIENE A VEDERE

La faccia quando sbaglia, la smorfia, la faccia quando ci prende, quando mi vede e sbaglia, quando cade la palla e mi guarda. Anche lui lo vuole fare da grande, ahiaaa, mi fa male la testa a seguire la palinaaa e alza la testa. Torna e ha la spalla incriccata, la schiena incriccata, il braccio incriccato. Usa sempre lo stesso lato, l’altra mano è occupata. La maglia non è più gialla, però oggi era come il dodici dicembre scorso anche se la città è diversa, il lavoro è diverso, la casa è diversa, il divano non c’è ma.. a quattro! Bisogna essere coordinati, me lo devo ricordare. Qui sta zitto però, qui non prende in giro, qui si impegna  anche se non gli piace il lato di destra. La mano, e il piede.. non sapevo che si dovesse battere il piede, io rido ma non sa perché. Sciolto, devi stare sciolto! Non era morbido? No, mi sa che qui non si dice morbido.. se lo dice lui.. Ma i tuoni? È quando quello dei piani alti sposta i mobili e se li sposta pure stanotte? Aspettiamo che finisca, lo sai che prima o poi finisce e torna tutto silenzio. Più silenzio di prima e puoi addormentarti di nuovo. Aspettiamo? Ho fame, 7 minuti e andiamo.

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