Mio zio non si è mai fatto sorprendere. Mio zio quello che fa il ninja durante il giorno. Per questo la vecchia non sa che è stato lui, quello che la saluta sempre anche se non si ferma mai per evitare i pipponi sennon perché c'è la Riccia, quello che non usa mai il badge ma alza il nastro, quello che lascia la patente per screzio. La vecchia insopportabile quando la biblioteca sta per chiudere. La vecchia è a caccia di quello che disegna le scimmie sui banchi, che fa le scritte e che disegna i fronti freddi e caldi mentre studia. Niente metropolitane e muri, niente gallerie. Non sa cosa gli farebbe la vecchia a questo che scrive sui banchi, non sa che questo lo fa da sempre, quasi come una forma di arte incompresa, ma sì, non sa cosa gli farebbe, perché quelle scimmie, sono pure difficili da cancellare con l'alcool. Ma mio zio non si è fatto mai sorprendere. Anzi, no, una volta sì. Ma lei era una collega di lei e una quasi amica di lui, e lei non dirà niente. Anzi cercherà, come una visitatrice di museo, perché ha scoperto che anche ingegneria è piena di scimmie.
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