1.3.10

Chi è davvero un re?

C'ho provato. Ho provato a rimanere alzato fino a tardi, a vedere tutti quei programmi di sport che analizzano e discutono delle partite ma niente. Oh, nessuno parla e nessuno spiega. Mi è difficile capire come un maestro possa essere continuamente battuto, partita dopo partita, e continui a professarsi tale. Essere maestri vuol dire forse festeggiare quando si vince una partita dopo 10 in cui si è perso? Le cose cominciano a sembrare strane se l'allievo supera sempre il maestro, forse, dicono alcuni, in questi casi l'autocertificazione risulta non veritiera se non supportata da risultati veritieri. Soprattuto se l'allievo dimostra classe eleganza leggiadria e stile oltre ai tanti, troppi risultati a volteschiaccianti. Cosa vuol dire poi essere re in qualcosa? Se prendiamo ad esempio il gesto tecnico della scivolata, si può essere un re nella disciplina se il tackle giusto che toglie la palla all'attaccante è l'unico in un mare di interventi andati a vuoto? Tirati su. Chissà se nella memoria rimane il gesto unico o i tanti tentativi. Eppure la statistica a questo serve. Il problema forse è solo una questione di relatività, o di simpatia e affetto. In fondo non chiedo molto, vorrei solo sapere come si definisce un maestro se, in vantaggio, si fa recuperare dal suo allievo che lo dichiara, che dice di essere sicuro di vincere. Quale dei due giocatori è un maestro allora? Come si definisce un maestro se, in una delle sue migliori prestazioni della vita, perde con un gol segnato in una delle poche azioni dell'allievo che durante tutta la partita mantiene il controllo del match senza infierire, quasi per screzio? Chissà, stasera forse qualche altra trasmissione mi aiuterà a capire.

1 commento:

Anonimo ha detto...

quelli che conta il gioco e poi il risultato......sfugge...mondo cane..