3.7.09

Stasera c'è il mercato del pesce

Erano mio zio e Guidus quelli che sono passati, in motorino di notte, con i palazzi arancioni della stazione che scorrono sulla destra che non si sa dove vanno. E l'umidità. Quella tanto c'è sempre. Si capisce già che sarà una serata infinita, ed è per questo che stanno andando a prelevare Nigò, perché, diciamocela tutta, senza Nigò, una serata del genere infinita non lo sarà mai. Mio zio lo deve aver capito mentre si giocava a tennis nel parcheggio sotto casa. Lo si poteva capire prima che tutte le palline finissero ad una ad una nel parco perché poi non si è giocato più. E' stato allora che hanno deciso di uscire. Stasera c'è il mercato del pesce. Lo aveva detto Buro qualche mezz'ora prima. Cosa c'è di diverso da una partita di calcio scusa. I tre dal terzo anello provano a capire come funzionano le cose, e capiscono meglio quando Buro da grande le cose gliele spiega, anche se non è facile ed è chiaro a tutti. E allora giù domande, anche se ci sono troppi meccanismi da sapere e servirebbe il tempo ma lui, davvero grande, ci prova lo stesso. Perché bisognerebbe conoscere la barca e chi ci lavora sopra, perché così puoi sapere come lavora, solo così si può valutare il pesce dal colore. In compenso, sotto, c'è tutto un altro mondo di uomini che escono allo scoperto solo di notte, che sembrano odiare la società intera ma che in realtà quel lavoro non lo lascerebbero per nulla al mondo. Non guardare troppo però si dice. In quel momento la Estrella si fa sentire. Mio zio mentre fa pipì si accorge che la balena nera lo sta guardando. Che vvuoi tu da me, balena? Niente dice lei. Allora ok. Mio zio sa già che dovrà fare la stessa domanda al fungo verde e che riceverà la stessa identica risposta. Sarà solo molto più tardi e in un altro luogo, nei quartieri ricchi della città. E sarà solo un'altra parte di una serata infinita. Poi la stupida. Poi la stupida, quella che non serve a niente.

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