18.3.09

Per me poi la cosa fondamentale è evocare

Se anche Giacomino, nel bel mezzo del deserto, si chiede se davvero sta andando nella direzione giusta, allora forse preoccuparsi così tanto non serve. Fanculo le trenta miglia e il Club Mediteranee. Eppure certe volte me lo chiedo, deserto o non deserto. Più di certe volte perché il mio difetto caratteriale peggiore mi insegue e non mi lascia mai solo ad assaporare il sole, anche se è quello che ti uccide e se ne frega. Lei dice che è sempre così, ormai mi conosce da 25 anni. Quando succede è così. E allora penso a cosa sia cambiato e a cosa abbia guadagnato quando proprio io sono il primo a dire che non si dovrebbe pensare. Quando senti dentro un peso però c'è una cosa sola da fare. E io quel peso lo ringrazio, mi aiuta a non decidere o, forse, a decidere più facilmente e a sentirmi meno forte. Oggi, quando guardo il soffitto sperando di riuscire ad andarmene il prima possibile me ne rendo conto. Oggi, quando vorrei che solo un ramo di eucalipto sia mio amico, capisco che forse devo solo aspettare. Credo in me e in quello che farò. Lo sempre fatto nonostante non abbia mai fatto nulla. Ma ci credo pure quelle volte che guardo al passato con nostalgia e rabbia. Perché, altrimenti, non si poteva fare.

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