22.3.09

Cemberlitas hamami

Sembra un'invasione a tutti gli effetti. Eppure quando i giapponesi invadono l'hamam, i turchi non sono per niente colti di sorpresa. Sarà perché questo esercito asiatico sembra così spaesato in questo attacco mezzo nudo e senza tecnologia amica. Noi guardiamo perché è una cosa inaspettata, ma è un pensiero che dura poco, molto meno del ricordo del sapone e di quelle mani giganti. I turchi sono come te li sei sempre immaginati, per tutta la durata della visita, con l'asciugamano per coprirsi e il baffo. Questo posto deve essere davvero turistico ma ci piace, perché scappare dal turismo in fondo è una forma di turismo.
E mentre noi ci cuociamo e ci godiamo il rimescolarsi delle ossa, il turco si prende un po' gioco del giapponese poi ci guarda e ride di complicità. Perché il giapponese non capisce, nemmeno noi in verità capiamo, ma siamo più bravi ad improvvisare. O forse no. Quando il turco percuote l'uomo del Kumpir forse non siamo questi grandi improvvisatori. Rido. E allora guardo la cupola forata da cui filtra la luce. Fa caldo. E tutto ciò mi basta per adesso.

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